1. Home
  2. /
  3. Green life
  4. /
  5. Plogging: cos’è e perché praticarlo

Plogging: cos’è e perché praticarlo

Plogging

L’acqua è un bene prezioso, il più prezioso che abbiamo. Lo sappiamo tutti. Eppure lo spreco d’acqua è ancora un problema decisamente preoccupante in Italia e in gran parte del mondo, con numeri da capogiro. Una tendenza che deve essere assolutamente invertita, con la responsabilizzazione dei singoli cittadini, ma soprattutto con l’impegno di Governi e imprese. Scopriamo di più.

Forse hai già visto qualche sportivo amatoriale correre al parco e rallentare ogni tanto per raccogliere qualcosa, o forse non hai ancora incrociato nessun plogger, ma hai sentito parlare di questo nuovo tipo esercizio fisico eco-friendly e vuoi capire se fa per te. Qualsiasi sia stata la prima spinta verso il plogging, sei nel posto giusto per scoprire che cos’è, come è nato e se ha le potenzialità per diventare la tua nuova attività preferita per tenerti in forma.

Plogging: traduzione e significato

“Plogging” è un neologismo nato dalla fusione di due termini: jogging e “plocka upp”, la cui traduzione dallo svedese significa “raccogliere da terra”. Ed è proprio in Svezia che questo nuovo movimento si è affermato, per poi prendere il volo sulle ali di internet e conquistare sempre più persone sensibili ai temi ambientali in tutto il mondo. La traduzione di plogging e delle parole che lo compongono ci aiuta anche a capire in che cosa consiste questo sport.

Che cos’è il plogging?

Si tratta di una attività fisica in cui si fa jogging con una piccola variazione, ossia delle rapidissime pause per chinarsi, raccogliere l’immondizia che si trova per terra e poi riprendere la corsa. Se preferisci un esercizio fisico di minore intensità, hai l’opzione di sostituire il jogging con una camminata a passo veloce: il plogging, del resto, è una soluzione per tenersi in forma e ripulire parchi e città, a prescindere dal ritmo della corsa.

Come è nato il plogging?

Lo sport del plogging è nato nel 2016 a Stoccolma da un’idea di Erik Ahlström. Ahlström aveva notato una notevole quantità di immondizia lungo la strada che percorreva ogni giorno per andare al lavoro. Rifiuti che rimanevano nello stesso posto anche per settimane. Così decise di iniziare a raccoglierla e gettarla negli appositi cassonetti per la differenziata . Pian piano la trasformò in un’abitudine e la integrò nella sua routine di esercizio fisico, coinvolgendo amici e conoscenti. Il plogging diventò rapidamente un movimento in Svezia, allargandosi poi in tutto il mondo grazie agli amanti del fitness e dell’ambiente.

Cosa serve per praticare il plogging?

L’equipaggiamento per praticare il plogging è molto semplice: un paio di scarpe da jogging, una borraccia da riempire alle fontanelle pubbliche, un abbigliamento sportivo adatto, dei guanti con cui raccogliere l’immondizia che si incontra e un sacco in cui riporla. Il plogging si può fare da soli o in gruppo, ma in entrambi i casi è utile avere in mente un itinerario preciso. Per avere sempre un’area nuova da esplorare e ripulire, consulta l’app Waidy WOW e scopri i percorsi cittadini o naturalistici più vicini a te!